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Laurea triennale in sociologia a Cosenza con il Percorso Eccellenza

Hai una passione per l’analisi dei fenomeni sociali? La laurea triennale in sociologia a Cosenza con il Percorso Eccellenza è il corso più adatto ad assecondare i tuoi interessi personali.

Il piano di studi della facoltà, infatti, ti prepara alla professione di tecnico dell’acquisizione delle informazioni e di tecnico dei servizi per l’impiego, con possibilità di lavorare in amministrazioni pubbliche, imprese private e organizzazioni del terzo settore.

Guida alla laurea triennale in sociologia a Cosenza

Per poterti iscrivere alla laurea triennale in sociologia devi essere in possesso del diploma di scuola superiore.

Una volta iscritto, dovrai sostenere esami in materie come sociologia generale, metodologia della ricerca sociale, statistica, modelli di analisi per la ricerca qualitativa e quantitativa e non solo. Il piano di studi è strutturato per fornirti un bagaglio teorico in ambito sociologico e un bagaglio pratico in tecniche di raccolta, elaborazione e interpretazione dei dati.

Che cos’è il Percorso Eccellenza

L’Università Nicolò Cusano ti viene in aiuto con il Percorso Eccellenza. Si tratta, infatti, di una nuova modalità che favorisce il completamento dei corsi universitari entro i tempi predefiniti.

Le due novità del Percorso Eccellenza sono:

  • mentori
  • esoneri

Come funziona la laurea triennale in sociologia

Tutti i corsi sono accessibili tramite la piattaforma e-learning. Non dovrai cioè recarti in ateneo per seguire le lezioni, ma potrai decidere in libertà quando e dove collegarti alla piattaforma, attiva 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

La presenza in ateneo è richiesta solo per sostenere gli esami e per discutere la tesi finale di fronte alla commissione.

Cosa cambia rispetto a un corso di laurea tradizionale?

La laurea triennale in sociologia con il Percorso Eccellenza differisce dalla laurea classica per la modalità in cui sosterrai l’esame. Non dovrai cioè preparare tutto il programma in una volta sola. Potrai suddividerlo in step successivi grazie agli esoneri.

Non solo, avrai a disposizione un mentore che ti offrirà sostegno mirato e personalizzato. Si tratta di una figura nuova che è una sorta di evoluzione dei tutor presenti nei corsi tradizionali. Il mentore, infatti, è un ricercatore della facoltà di sociologia.

I vantaggi per lo studente

I benefici derivanti dalle due novità del Percorso Eccellenza sono diversi:

  • migliore pianificazione dello studio
  • possibilità di preparare esoneri di materie diverse contemporaneamente
  • riduzione dell’ansia da esame su tutto il programma
  • minore rischio di andare fuori corso
  • assistenza personalizzata del mentore

Il costo della laurea triennale in sociologia con questa modalità ammonta a 5000 euro. Vuoi qualche informazione in più sul Percorso Eccellenza? Compila subito il form a lato.

Credits immagine: DepositPhoto.com/Belchonock

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Laurea magistrale in ingegneria informatica a Cosenza con il Percorso Eccellenza

Vuoi iscriverti alla laurea magistrale in ingegneria informatica a Cosenza con il Percorso Eccellenza per completare la tua formazione universitaria? Il corso ha durata biennale e ti fornisce un bagaglio di conoscenze in grado di prepararti a ricoprire il ruolo di progettista di software, analista di sistema e specialista in sicurezza informatica.

Guida alla laurea magistrale in ingegneria informatica a Cosenza

Puoi iscriverti alla laurea magistrale in ingegneria informatica se sei in possesso della laurea triennale appartenente alla classe di studi L-8 o ad altre classi.

Il corso è di durata biennale e prevede il raggiungimento di 120 crediti formativi. Avrai un piano di studi con esami riguardanti l’intelligenza artificiale, le strutture di Big Data, i database distribuiti come la blockchain e non solo.

Che cos’è il Percorso Eccellenza

Per facilitare il conseguimento degli obiettivi di studio di ciascuno studente, l’Università Niccolò Cusano ha messo a punto la formula del Percorso Eccellenza. Si tratta di una nuova modalità che include due novità rispetto ai corsi tradizionali:

  • la figura del mentore
  • gli esoneri

Come funziona la laurea magistrale in ingegneria informatica

Potrai seguire le lezioni da casa o dall’ufficio collegandoti alla piattaforma e-learning della facoltà. Non ci sono limiti per l’accesso, in quanto il sistema è attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

La presenza in ateneo è richiesta solo per sostenere gli esami del piano di studi, che include anche un tirocinio formativo da seguire prima della tesi finale.

Cosa cambia rispetto a un corso di laurea tradizionale?

La differenza più importante rispetto ai corsi tradizionali riguarda la modalità degli esami. Non dovrai più sostenere l’esame su tutto il programma. Potrai, infatti, suddividere la preparazione in step successivi grazie agli esoneri.

Non solo, avrai a disposizione la nuova figura del mentore, non prevista per i corsi tradizionali. Si tratta di un ricercatore della facoltà di ingegneria informatica, che sarà a tua disposizione in caso di problemi, dubbi riguardanti gli esami o incertezze sul programma di studio.

I vantaggi per lo studente

Il Percorso Eccellenza offre degli indubbi vantaggi:

  • pianificazione più semplice dello studio
  • maggiore approfondimento delle singole materie oggetto degli esoneri
  • facilità di coordinazione con altri impegni lavorativi/familiari
  • riduzione del rischio del fuori corso
  • assistenza personalizzata del mentore

La laurea magistrale in ingegneria informatica con il Percorso Eccellenza prevede una retta annuale pari a 5000 euro. Ti piacerebbe avere qualche altra informazione? Compila il form a lato e invia la tua richiesta.

Credits immagine: DepositPhoto.com/Fascinadora

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Laurea in ingegneria elettronica e telecomunicazioni a Cosenza con il Percorso Eccellenza

Il corso di laurea in ingegneria elettronica e telecomunicazioni a Cosenza con il Percorso Eccellenza è la scelta giusta se sei un appassionato di elettronica e di sistemi di elaborazione delle informazioni.

Al termine del percorso universitario avrai acquisito un bagaglio, teorico e pratico, che ti consentirà di lavorare come programmatore, gestore di reti, tecnico elettronico e gestore di sistemi telematici.

Guida alla laurea in ingegneria elettronica e telecomunicazioni a Cosenza

L’iscrizione alla laurea in ingegneria elettronica e telecomunicazioni è consentita solo agli studenti in possesso del diploma di scuola superiore.

Una volta iscritto, dovrai seguire un piano di studio della durata di tre anni. Sono previsti insegnamenti di base di matematica, chimica e fisica e insegnamenti dell’area ingegneristica tra cui sistemi elettrici, campi elettromagnetici, reti di calcolatori e non solo.

Che cos’è il Percorso Eccellenza

L’Università Nicolò Cusano ti consente di scegliere una nuova modalità di studio. Il Percorso Eccellenza, infatti, prevede due importanti novità rispetto ai corsi classici: gli esami suddivisi in esoneri e il supporto di un mentore.

Come funziona la laurea in ingegneria elettronica e telecomunicazioni

I corsi sono disponibili sulla piattaforma e-learning della facoltà, accessibile 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Non dovrai cioè recarti in ateneo per seguire le lezioni e potrai conciliare lo studio con il lavoro o con qualsiasi altra attività.

Oltre agli insegnamenti elencati in precedenza, il piano di studi prevede due esami con materie a scelta, un esame di lingua inglese e un tirocinio formativo da completare prima della tesi finale.

Cosa cambia rispetto a un corso di laurea tradizionale?

Gli esoneri sono la grande novità del Percorso Eccellenza. Le lauree tradizionali prevedono esami su tutto il programma, mentre quelle con la nuova modalità consentono di sostenere più esoneri fino al completamento del programma.

Nei corsi classici Unicusano, inoltre, sono presenti solo i tutor. In caso di iscrizione al Percorso Eccellenza, invece, avrai a disposizione un mentore che è un ricercatore della facoltà di ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni.

I vantaggi per lo studente

L’iscrizione alla laurea in ingegneria elettronica e telecomunicazioni con il Percorso Eccellenza ti consente di usufruire dei seguenti vantaggi:

  • ottimizzazione della pianificazione dello studio
  • riduzione del rischio del fuori corso
  • maggiore approfondimento delle materie
  • preparazione più agevole
  • sostegno personalizzato del mentore
  • difficoltà risolvibili con il supporto del mentore

Il costo della retta annuale ammonta a 5000 euro. Hai qualche domanda sul Percorso Eccellenza? Compila il form a lato e riceverai una risposta nel più breve tempo possibile.

Credits immagine: DepositPhoto.com/Makaule

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Laurea triennale in ingegneria informatica a Cosenza con il Percorso Eccellenza

La laurea triennale in ingegneria informatica a Cosenza con il Percorso Eccellenza ti apre le porte delle aziende di hardware e software e delle imprese appartenenti all’area dei sistemi informativi e delle reti di calcolatori.

Il piano di studi della facoltà di Unicusano ti consente, infatti, di acquisire una formazione moderna e in linea con le richieste del mondo del lavoro e ti prepara alla professione di programmatore, tecnico web e delle telecomunicazioni e gestore di reti e sistemi telematici.

Guida alla triennale in ingegneria informatica a Cosenza

Per iscriverti devi essere in possesso del diploma di scuola superiore e sostenere un test di ingresso dall’esito non vincolante.

Sono previsti 180 crediti formativi da ottenere con esami di base di matematica e fisica ed esami dell’area ingegneristica come elettronica, campi elettromagnetici, sistemi di elaborazione, teoria dei segnali e non solo.

Che cos’è il Percorso Eccellenza

Il Percorso Eccellenza è una nuova modalità messa a punto da Unicusano per favorire il conseguimento dei titoli universitari. Potrai contare, infatti, su due novità:

  • esoneri
  • mentori

Come funziona la laurea triennale in ingegneria informatica

Tutte le lezioni dei docenti sono disponibili sulla piattaforma e-learning della facoltà. Non ci sono limiti per l’accesso e potrai seguire i corsi tutti i giorni a qualsiasi ora e da qualsiasi posto .

Oltre agli esami, il piano di studi include un tirocinio formativo che consente un primo approccio con il mondo del lavoro e va completato prima della tesi finale.

Cosa cambia rispetto a un corso di laurea tradizionale?

Rispetto agli esami tradizionali, quelli del Percorso Eccellenza prevedono una suddivisione del programma in più step. Si tratta di una modalità che agevola la preparazione in quanto avrai meno materiale da memorizzare per ogni singola prova.

Nei corsi classici, inoltre, sono previsti i tutor ma non i mentori, che sono figure specifiche per ogni facoltà. In questo caso si tratta di ricercatori della facoltà di ingegneria informatica, che rivestono il ruolo di importanti punti di riferimento in caso di dubbi, problemi o difficoltà.

I vantaggi per lo studente

Il Percorso Eccellenza ti consente di usufruire dei seguenti vantaggi:

  • migliore pianificazione dello studio
  • maggiore rispetto del calendario delle sessioni
  • riduzione del rischio del fuori corso
  • sostegno personalizzato dei mentori

Il costo della retta per la laurea triennale in ingegneria informatica con questa modalità ammonta a 5000 euro. Vuoi saperne di più sul Percorso Eccellenza? Invia la tua richiesta compilando subito il form a lato.

Credits immagine: DepositPhoto.com/Deagreez1

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Laurea magistrale in sociologia a Cosenza con il Percorso Eccellenza

La laurea magistrale in sociologia a Cosenza con il Percorso Eccellenza ha una durata biennale e ti prepara alla professione di specialista in risorse umane, specialista del controllo nella pubblica amministrazione ed esperto nella gestione e nel controllo dei fenomeni sociali.

Grazie a questo titolo di studio, potrai lavorare presso imprese private, amministrazioni pubbliche, enti cooperativi e associazioni del terzo settore.

Guida alla laurea magistrale in sociologia a Cosenza

La laurea magistrale in sociologia appartiene alla classe di studi LM-88, con accesso consentito agli studenti in possesso della laurea triennale della classe L-40 o di altre classi.

Una volta iscritto, avrai un piano di studi che prevede esami di sociologia politica, diritto dell’Unione Europea, statistica sociale, demografia e non solo.

Che cos’è il Percorso Eccellenza

Il Percorso Eccellenza è nato con l’intento di favorire il completamento del percorso universitario a tutti gli studenti, anche quelli che si dividono tra scuola e lavoro.

Questa modalità, infatti, ti consente di usufruire di due importanti novità:

  • la figura del mentore
  • gli esami suddivisi in esoneri

Come funziona la laurea magistrale in sociologia

La laurea magistrale in sociologia è organizzata con la classica modalità online di Unicusano. Non dovrai cioè recarti in ateneo per seguire le lezioni, disponibili sulla piattaforma e-learning della facoltà.

La tua presenza in ateneo è richiesta solo per sostenere gli esami del piano di studio, che prevede anche due materie a scelta e una prova di lingua straniera.

Cosa cambia rispetto a un corso di laurea tradizionale?

La modalità degli esami è la principale differenza tra una laurea tradizionale e una conseguita con il Percorso Eccellenza.

Gli esami, infatti, vengono suddivisi in esoneri. Questo significa che non dovrai studiare l’intero programma del corso, ma potrai affrontarlo in step successivi.

Nei corsi tradizionali, inoltre, sono attivi solo i tutor. Non esiste cioè la figura del mentore, che è un ricercatore Unicusano specializzato in sociologia e impegnato a supportare gli studenti. 

I vantaggi per lo studente

I vantaggi del Percorso Eccellenza sono molteplici. Hai la possibilità di pianificare meglio il tuo calendario di studi e di rispettare con più facilità i tempi, senza finire fuori corso.

Puoi contare, inoltre, sul sostegno personalizzato del mentore. Essendo quest’ultimo un ricercatore della facoltà di sociologia, potrà offrirti un supporto importante in caso di dubbi o incertezze.

Il costo della retta del Percorso Eccellenza ammonta a 5000 euro. Vuoi maggiori informazioni su questa modalità di laurea magistrale in sociologia? Compila subito il form a lato.

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Le 5 abitudini per migliorare le performance del tuo studio

Vuoi capire come migliorare le performance di studio? La prima cosa che devi fare è allenare la motivazione. Se apri i libri e ti assale la noia, chiudi subito e non sforzarti di studiare perché non sei nello stato d’animo giusto per capire e imparare quanto leggi. Perderesti solo tempo prezioso, con un conseguente aumento della frustrazione di fronte alla tua incapacità di memorizzare persino i concetti più semplici.

Ti riconosci in questa descrizione? Allora leggi la nostra piccola guida con cinque consigli utili per capire come migliorare le performance di studio e portare a termine tutti i tuoi obiettivi, entro i tempi che ti sei prefissato.

Migliorare nello studio: allena la motivazione

Prima di metterti a studiare ricordati sempre il motivo per cui lo stai facendo. Vuoi realizzare un sogno professionale? Desideri diventare ingegnere, psicologo, avvocato, giudice fin da piccolo? Hai bisogno di un titolo di studio specialistico per migliorare la tua posizione lavorativa? Vuoi mantenere la tua media universitaria? Tutti questi appena elencati sono ottimi obiettivi che consentono di sentirsi più motivati.

Può sembrare assurdo ma il momento migliore per insistere è proprio quello in cui la voglia di studiare è ai minimi storici.

Ti consigliamo di seguire una video lezione universitaria o di cominciare a leggere un manuale/saggio proprio quando ti senti meno stimolato a farlo. Se insisti, dimostrerai a te stesso che ce la puoi fare, allenando così in maniera efficace la tua forza di volontà.

Tecniche di lettura veloce per facilitare lo studio

Le tecniche di lettura veloce sono una soluzione da tenere in considerazione per migliorare le performance di studio, soprattutto quando hai poco tempo a disposizione. Queste tecniche, infatti, ti aiutano sia a ridurre i tempi di lettura che ad aumentare le capacità di memorizzazione.

Si parte, infatti, dal presupposto che i contenuti da ricordare sono pari a circa il 30% di un brano, di una dispensa o di un libro. Questo significa che imparando le tecniche di lettura veloce acquisirai la capacità di ricordare le nozioni fondamentali, quelle che ti servono per superare il tuo esame.

Per acquisire il metodo la prima cosa da fare è abbandonare l’abitudine di leggere parola per parola. Ti consigliamo all’inizio di usare un puntatore, come un dito o una matita, proprio come facevi alle elementari quando hai imparato. In questo caso, però, dovrai scorrere il dito/matita a una velocità leggermente superiore a quella della tua lettura abituale. Sarai costretto così a velocizzare per poter star dietro al tuo puntatore.

Questo metodo aumenterà la tua capacità di concentrazione. Al termine della lettura, infatti, noterai di essere perfettamente in  grado di fare un riassunto dei concetti più importanti.

Per valutare l’efficacia delle tecniche di lettura veloce dovrai rifarti a due parametri:

  • PAM – numero di parole al minuto
  • CR – coefficiente di ritenzione, vale a dire quanto ricordi di ciò che hai letto

Migliorare le perfomance di studio: trova un compagno di studi

I compagni di studio sono fondamentali. Non devi necessariamente trovare qualcuno con cui darti un appuntamento fisico. Puoi organizzare un gruppo di studio usando i canali social o i vari strumenti digitali come le chat.

Potrai così usare i compagni di studio per porre domande su argomenti che non hai capito e per rispondere a tua volta a dubbi e domande. In questo modo testerai la tua preparazione, perché spiegare a qualcuno un concetto ti aiuta a memorizzarlo meglio. Otterrai, quindi, una serie di risultati utili e renderai persino lo studio più piacevole.

Scegli un metodo di studio

Non puoi iniziare la preparazione di un esame senza un metodo di studio. Avere una tecnica ti consente di essere più sereno, soprattutto nella gestione dei tempi e nella preparazione di esami in periodi particolari come l’estate.

Per migliorare le performance di studio, infatti, devi avere un piano, grazie al quale stabilire con precisione quando completerai la tua preparazione. Solo in questo modo riuscirai a tenere a bada l’ansia, senza ridurti all’ultimo minuto.

Noi ti consigliamo di:

  • suddividere il materiale di studio con precisione (pagine/capitoli da studiare giorno per giorno)
  • rielaborare le nozioni acquisite usando delle mappe concettuali
  • ripetere ad alta voce durante gli ultimi giorni prima dell’esame (soprattutto in caso di esame orale)

Sfrutta bene il tempo

Hai notato cosa succede quando hai un compito da portare a termine entro un preciso lasso di tempo? Se per presentare un progetto hai una settimana, impiegherai esattamente sette giorni per prepararlo. Se devi fare un saggio in due giorni, scriverai il tuo testo esattamente in 48 ore.

Questo significa che puoi gestire gli obiettivi temporali e puoi rispettarli. Per migliorare le performance di studio, dovrai cioè allenarti a ridurre il tempo in modo da sfruttarlo pienamente. Come? Imposta delle sessioni di studio usando un timer e imponi a te stesso di non superarle. In questo modo pianificherai meglio le cose da fare e utilizzerai davvero il tempo a tua disposizione.

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I 7 libri sulla sharing economy che dovresti leggere

Stai cercando dei libri sulla sharing economy? Sei uno studente universitario di economia e vuoi approfondire l’argomento? La cosiddetta economia della condivisione è un tema molto attuale, soprattutto grazie a internet che ha favorito la diffusione di questo nuovo modello di business.

Oggi, si parla di sharing economy in diverse declinazioni: car sharing, house sharing, food sharing, coworking e crowdfunding. Vuoi saperne di più? Ecco, i nostri consigli di lettura per approfondire l’argomento.

Libri sulla sharing economy: da dove partire

Iniziamo subito con dei testi che gettano le basi teoriche dell’economia condivisa:

  • Il consumo collaborativo di Rachel Botsman e Roo Rogers – libro pubblicato nel 2010 e considerato la bibbia della sharing economy. Da leggere perché propone una panoramica di questo nuovo modello, prima ancora che scoppiassero i casi globali di AirBnb e BlaBlaCar. Il manuale è suddiviso in tre parti che analizzano prima il contesto, poi il fenomeno e infine le sue conseguenze. Al libro spetta il merito di aver segnalato la trasformazione dei consumi favorita dalla generazione dei millennials. Grazie a questi ultimi, infatti, è stata abbandonata l’idea dell’economia come possesso, tipica delle generazioni precedenti, per passare all’idea dell’economia come condivisione. Uno dei capitoli centrali, infatti, si intitola proprio “Superare la proprietà”.
  • The Sharing Economy di Arun Sundararajan – l’autore è considerato uno dei massimi esperti di sharing economy. Professore alla Stern School of Business della New York University, ha pubblicato il libro nel 2016 coniando un nuovo termine per definire l’economia condivisa. Nel testo, il professore di origini indiane afferma che il modello non è nuovo, ma esiste da sempre. Dare un passaggio a un amico, ospitare qualcuno nella propria casa non sono pratiche nuove. La novità è nel ricevere un pagamento per mettere a disposizione auto e case. Per questo motivo, Arun Sundararajan definisce il modello crowd-based capitalism, traducibile come capitalismo delle masse. Nel suo libro, tra l’altro, analizza diversi casi importanti, tra cui Airbnb, Lyft, Uber, Etsy, TaskRabbit, la cinese Didi Kuaidi, l’indiana Ola e la francese BlaBlaCar.
  • The Mesh. Why the future of business is sharing di Lisa Gansky – libro pubblicato quasi in contemporanea con Il consumo collaborativo di Rachel Botsman e Roo Rogers. L’autrice è una imprenditrice che, circa venti anni fa, ha lanciato il concetto di aziende mesh. Si tratta di una sorta di antesignana della sharing economy. A Lisa Gansky spetta il merito di aver definito i criteri con cui le aziende possono invertire i vecchi modelli, incentrati sulla creazione di un prodotto o servizio con l’intento della vendita. Gansky ha teorizzato, invece, il modello che prevede la raccolta di dati per individuare beni e servizi nel momento stesso in cui sorge uno specifico bisogno. Ovviamente, il modello descritto non prevede il possesso definitivo del bene. Nel suo libro analizza aziende mesh come ZipCar (car sharing), Kickstarter  e Music Gym.  La lettura è interessante perché Lisa Gansky è riuscita a prevedere l’impatto che la sharing economy avrebbe avuto sulle persone e sulle aziende.

Libri dal taglio critico

  • La sharing economy Chi guadagna e chi perde di Mario A. Maggioni – libro pubblicato nel 2017 dal professor Maggioni, che affronta il fenomeno analizzandone anche gli aspetti negativi.  La sharing economy cioè non viene proposta solo come soluzione alla crisi economica degli ultimi anni. Maggioni, infatti, ne approfondisce anche le conseguenze poco positive, come il lavoro senza tutele, la concorrenza sleale, il mancato pagamento delle imposte. Un’intera sezione del libro è dedicata alla regolazione del modello e affronta tematiche come la tutela del consumatore e del lavoratore, la preservazione dell’equità e la protezione della privacy e dei dati sensibili. Consigliato tra il libri sulla sharing economy per il taglio sfaccettato e la capacità di favorire un pensiero critico sul fenomeno. Non a caso il capitolo conclusivo si intitola: Sharing economy: evoluzione, involuzione o rivoluzione?

Libi economia condivisione: le evoluzioni della sharing economy

Il modello della sharing economy ha avuto delle evoluzioni nel corso del tempo. Se ti interessa approfondire i cambiamenti più recenti, ti consigliamo le seguenti letture:

  • Community economy. Persone che trasformano mercati e organizzazioni di Marta Mainieri – l’autrice è molto nota perché ha scritto il primo libro italiano sulla sharing economy nel lontano 2013 (Collaboriamo). Non solo, ha anche fondato la piattaforma Collaboriamo, in cui offre servizi e approfondimenti sull’economia collaborativa. Community economy è stato pubblicato nel novembre 2020 e racconta una delle tante evoluzioni della sharing economy. Mainieri, infatti, descrive un modello in cui i marchi sono sempre più fluidi, senza divisioni nette tra l’interno e l’esterno dell’azienda. L’autrice si riferisce ai cosiddetti community brand, vale a dire a società che immettono sul mercato servizi dotati già di un pubblico di riferimento. Sono cioè servizi /prodotti espressione dei bisogni di quel pubblico. Se stai cercando libri sulla sharing economy con finalità imprenditoriali, questo è il manuale giusto. Si tratta di una sorta di cassetta degli attrezzi, destinata a quanti vogliono fare impresa creando nuovi esempi di sharing economy basati sulla condivisione di beni o saperi come la conoscenza di una lingua o di una procedura tecnica. 
  • Sharing Economy – Perché l’economia collaborativa è il nostro futuro di Davide Pellegrini – l’autore  è il Presidente dell’Associazione Italiana di Sharing Economy e il direttore scientifico del Ferrara Sharing Festival. In questo libro, pubblicato nel 2017, cerca di analizzare e spiegare i meccanismi alla base delle tecnologie partecipative.  L’impatto della sharing economy viene analizzato in diversi ambiti, dal concetto di impresa alla gestione dei beni comuni, dalla nascita di nuovi modelli culturali all’imposizione di nuovi stili di vita. Davide Pellegrini si sofferma, in particolare, su esempi di imprese e associazioni il cui scopo è costruire una catena di valore.  Tutte le aziende analizzate operano all’interno di un modello che è alla base di un grande e importante cambiamento collettivo. Nel libro sono citati esempi come l’home restarant con Gnammo, i progetti Teatroxcasa e Citofonare Interno 7, due iniziative che consentono l’incontro tra case ospitali e spettacoli teatrali, e tantissimi altri. Consigliato per scoprire realtà di sharing economy che ancora non conosci.

Libri sulla sharing economy: racconti degli utenti del modello

Vuoi approfondire la sharing economy dal punto di vista di chi usufruisce di questo modello? Visto che l’utente di servizi e prodotti condivisi è fondamentale per questo tipo di economia, leggere i libri di chi ha raccontato e analizzato la propria esperienza di fruitore potrebbe essere molto interessante.

  • Mi fido di te di Gea Scancarello – l’autrice è una giornalista che ha deciso di raccontare un anno vissuto in modalità sharing economy. In particolare, il testo affronta tre ambiti specifici: la condivisione degli alloggi, il car sharing e la condivisione del cibo. Il taglio del libro è divertente e informativo. Ogni capitolo contiene un resoconto dell’esperienza molto approfondito, una serie di indicazioni pratiche e persino link di riferimento. Mi fido di te è consigliato a quanti vogliono comprendere meglio l’aspetto sociologico del fenomeno e capire come abbia impattato sulla cultura contemporanea. Ci sono le storie, infatti, di chi cucina nel proprio home restaurant, di chi ripara elettrodomestici in cambio di ripetizioni per il figlio, di chi dà passaggi a degli sconosciuti con la propria automobile per abbattere i costi degli spostamenti e di chi affitta direttamente l’auto a dei privati per guadagnare qualcosa quando non la utilizza.

Allora quale di questi libri sulla sharing economy  hai deciso di comprare? Preferisci le letture più tecniche o ti orienterai su libri che affrontano il fenomeno anche dal punto di vista sociologico?

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Come imparare velocemente una lingua straniera? 7 consigli da seguire

Stai cercando di capire come imparare velocemente una lingua straniera? Il primo consiglio è molto semplice: capire la motivazione che ti spinge a voler parlare inglese, francese, spagnolo, tedesco e così via.

Per poter apprendere davvero una lingua devi essere motivato. Iniziare controvoglia o solo per dovere scolastico/universitario non aiuta a velocizzare e ottimizzare l’apprendimento. Poniti semplici domande come: voglio imparare l’inglese per lavorare all’estero? Voglio imparare il francese per trasferirmi a Parigi? Voglio imparare una nuova lingua per poter parlare finalmente con il ragazzo/ragazzo che mi piace?

Qualsiasi motivazione è valida purché sia pratica e presupponga un obiettivo, per il cui raggiungimento è necessaria la lingua straniera prescelta. In questo modo avrai uno scopo che ti consentirà di imparare più facilmente.

Imparare una lingua straniera: immergiti completamente

Come imparare velocemente una lingua straniera? Usandola nella quotidianità. Per ridurre i tempi di apprendimento non bastano due o tre lezioni da un’ora ciascuna alla settimana. Devi usare questa seconda lingua tutti i giorni, anche solo 30 minuti al giorno.

L’allenamento è fondamentale per parlare davvero una lingua straniera. Come fare? Intavola conversazioni con madrelingua, guarda video su YouTube in lingua originale, chatta con stranieri, iscriviti a forum dedicati oppure scarica un’app per imparare l’inglese. Ce ne sono alcune come Busuu, che hanno una community con tanti studenti e insegnanti. In questo modo potrai sia seguire le lezioni che interagire con gli altri membri della community.

Cerca di tornare bambino

Come fanno i bambini a imparare una lingua: non hanno paura di sbagliare. I bambini, infatti, non sono vittima degli stessi pudori degli adulti e vivono l’apprendimento del linguaggio in maniera giocosa. Questo approccio è molto produttivo anche da adulti. Bisognerebbe cioè mettere da parte l’orgoglio e la timidezza e non avere paura di sbagliare. Dagli errori si impara e questo è un concetto ancora più valido nel caso di una lingua straniera.

Se poi proprio non riesci a superare il blocco della timidezza/orgoglio, chiarisci che stai ancora imparando quando ti rivolgi a uno straniero. Essere sinceri induce l’altro a diventare più comprensivo e incline ad aiutarti, suggerendoti la pronuncia corretta oppure indicandoti bonariamente l’errore commesso.

C’è poi un altro luogo comune da sfatare. Non è vero, infatti, che l’apprendimento da adulti è più difficile di quello da bambini. Uno studio scientifico, risalente addirittura al 1997, ha stabilito che il fattore dell’età non incide sull’apprendimento di una seconda lingua diversa da quella madre. Secondo sempre questo studio, il fattore “tempo impiegato a parlare la seconda lingua” è quello determinante nel favorire l’apprendimento.

Impara l’inglese o un’altra lingua straniera divertendoti

Il terzo consiglio della nostra guida “come imparare velocemente una lingua straniera” riguarda il divertimento. Devi cioè trovare un modo che non trasformi lo studio in qualcosa di pesante e monotono.

Divertirsi è fondamentale e per farlo potresti trovare un partner. Imparare una lingua è più semplice con un compagno di viaggio. Se trovi una spalla, infatti, potrai fare conversazione con lui, potrai correggerlo e farti correggere, potrai inventarti situazioni in cui usare la lingua straniera e così via. L’apprendimento sarà così più leggero e interattivo, senza contare poi la componente di sfida con il tuo compagno a chi impara meglio e più in fretta.

Usa un metodo

Può essere utile fare affidamento su un metodo già sperimentato da altri studenti che ti aiuti a velocizzare i tempi di apprendimento. Uno dei metodi più citati è quello del linguista Paul Pimsleur, convinto assertore della teoria secondo cui non bisogna leggere o scrivere la lingua straniera ma semplicemente ascoltarla.

Il linguista ha cioè cercato di ideare un metodo che riproducesse il modello di apprendimento dei bambini, che ascoltano e ripetono parole e frasi. Le lezioni, infatti, prevedono solo l’ascolto e la ripetizione dilazionata nel tempo. Si tratta di solito di registrazioni della durata di circa 30 minuti. Se devi imparare l’inglese per lavoro o per studio, per esempio, potresti provare con il metodo Pimsleur che è risultato particolarmente efficace.

Se poi ti trovi a tuo agio con le immagini, ti consigliamo il Keyword Method. In cosa consiste? Si tratta di un metodo ideato per allenare la memoria, che si basa sull’associazione di un’immagine per ogni nuovo vocabolo appreso. L’associazione renderà più semplice la memorizzazione sia del vocabolo che del suo significato. Il Keyword Method è conosciuto anche con la denominazione di “metodo degli agenti segreti” perché veniva usato dagli 007 durante i loro training. Si tratta, in verità, di un metodo scientifico la cui diffusione si deve a un professore di psicologia dell’Università di Stanford: Richard Atkinson.

Esercitati mentre sei impegnato a fare altro

Per parlare davvero una lingua bisogna avere un buon lessico. Secondo le scuole di lingue, per esempio, sono sufficienti tra le 1000 e le 3000 parole per raggiungere un livello intermedio di conoscenza. Secondo Pimsleur, invece, sono sufficienti 1000 parole per comunicare e farsi comprendere.

Diciamo che tutto dipende dall’uso che bisogna fare della lingua. Se serve solo per viaggiare e farsi comprendere in qualsiasi paese, allora 1000 parole sono sufficienti. Se invece la lingua serve per lavorare all’estero, c’è bisogno di un lessico più ampio. In quest’ultimo caso è bene un piccolo sforzo in più.

Il quinto consiglio della nostra guida su come imparare velocemente una lingua è il seguente: esercitati mentre sei in giro a passeggiare, mentre lavi i piatti o fai qualsiasi altra attività che non ti impegna troppo la mente.

In momenti come quelli appena elencati, puoi provare a tradurre quello che stai facendo/vedendo. Se attraversi una strada, puoi esercitarti a trovare il corrispettivo della tua azione nella lingua che stai imparando. Se stai guardando una vetrina, puoi descrivere cosa vedi. Ti stai cioè allenando a pensare nella lingua che vuoi apprendere. Si tratta davvero di un ottimo metodo non solo per esercitarti, ma per iniziare anche a comportarti come un vero madrelingua. Tra l’altro, se ti mancano le parole hai la possibilità di cercarle subito usando internet e il tuo telefono.

Impara una lingua straniera ascoltando e guardando

La pronuncia è fondamentale. Ogni lingua ha i suoi suoni ed è importante imparare a riprodurli. Per farlo bene ti conviene rubare con gli occhi. I suoni, infatti, presuppongono una specifica posizione della bocca/lingua e guardando un madrelingua risulta più semplice imitarlo e riprodurre il suono.

Puoi anche servirti di strumenti on line per la pronuncia da Google Translate a WordReference fino a Forvo. Quest’ultimo, per esempio,  propone tantissime lingue. Oltre a francese, inglese, tedesco, spagnolo, ci sono russo, cinese, giapponese, svedese, finlandese e così via.

Usa subito le parole appena imparate

In passato gli studenti compilavano lunghe liste con tutte le parole nuove che avevano imparato o dovevano imparare. Questo metodo è troppo passivo e fa sì che non si riescano a memorizzare molti nuovi vocaboli.

Per aggirare il problema bisognerebbe usare subito le nuove parole, pronunciandole e inserendole in una frase per iscritto o in una conversazione. Quando si sta imparando una lingua straniera, non è vietato parlare da soli. Al contrario se vuoi intavolare un discorso con te stesso davanti allo specchio, nessuno ti prenderà per pazzo. Guardarti mentre parli (ammesso che tu riesca a essere serio) ti aiuterà anche a migliorare la pronuncia, perché potrai osservarti e correggere tu stesso eventuali errori.

Allora, userai uno dei nostri suggerimenti per velocizzare l’apprendimento dell’inglese o di qualsiasi altra lingua straniera? Quale ti sembra più efficace?

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Cinema e arte: i 5 migliori film sui pittori da vedere

Sei appassionato di cinema e di arte e ti piacerebbe vedere dei film sui pittori? Si tratta sicuramente di un buon modo per conoscere le biografie di grandi artisti e per prendersi una pausa dallo studio all’Università di Cosenza.

Qui sotto, 5 film sui pittori che ti consigliamo di vedere assolutamente per scoprire chi erano veramente Pollock, Basquiat, Turner e non solo.

Film sugli artisti: Basquiat

Basquiat esce al cinema nel 1996 per la regia di Julian Schnabel. Il film racconta la vita tormentata dell’artista americano, considerato uno degli esponenti più importanti del graffitismo.

Il film segue l’ascesa dell’artista, iniziata quando Andy Wharol lo prende sotto la sua ala protettiva. È il 1983 quando Basquiat sfonda come artista internazionale grazie ai suoi graffiti caratterizzati dall’uso delle parole, spesso inserite tra le immagini o addirittura dipinte e poi cancellate. La collaborazione con l’amico Wharol è così stretta che i due realizzeranno insieme oltre 100 dipinti.

Il film, però, non racconta soltanto il successo dell’artista ma anche i tormenti dell’uomo. Soggetto a un forte autolesionismo, Basquiat morirà giovanissimo a soli 27 anni. A ucciderlo è un’overdose di eroina. Purtroppo l’epilogo della sua vita è davvero molto triste, perché il suo corpo viene ritrovato nudo in un cassonetto dell’immondizia.

Il film vanta un cast davvero stellare. A vestire i panni di Jean-Michel Basquiat c’è Jeffrey Wright, mentre Andy Wharol ha il volto di David Bowie. Il resto del cast include Benicio Del Toro, Christopher Walken, Gary Oldman, Willem Dafoe, Courtney Love e molti altri.

Il biopic su Jackson Pollock

Pollock è uscito al cinema nel 2000 e racconta gli ultimi due anni di vita del pittore, considerato il padre dell’espressionismo e il fondatore dell’action painting. A lui, infatti, si deve lo sviluppo della tecnica della sgocciolatura del colore sulle tele e della successiva applicazione con pennelli induriti, bastoncini e siringhe da cucina.

Purtroppo, però, Jackson Pollock era una persona tormentata che finì per affogare insicurezze e problemi nell’alcol. Il film racconta l’alcolismo del pittore e il suo rapporto complicato con la moglie: Lee Krasner, pittrice molto affermata.

Nonostante la moglie sia rimasta sempre al suo fianco, il rapporto è stato incrinato dalla depressione e dai continui tradimenti di Pollock. L’artista è morto a soli 44 anni. Si era messo alla guida della sua auto ubriaco ed è stato coinvolto in un incidente stradale a meno di due chilometri dalla sua abitazione.

Nel film Pollock ha il volto di Ed Harris, che ha anche diretto il film. Sembra che l’attore si sia preparato per 10 anni, imparando persino a dipingere alla Pollock.

Film su pittori meno conosciuti: Il mio piede sinistro

Il mio piede sinistro racconta la storia del pittore e scrittore irlandese Christy Brown. Lo sfortunato artista viene colpito da paralisi appena nato. Nonostante la sua famiglia non navighi in buone acque, fa di tutto per circondarlo d’affetto. Christy comincia a comunicare con il suo piede sinistro, usando il quale è in grado di scrivere e dipingere.

La sua vita cambia grazie all’incontro con la dottoressa Eileen Cole. Christy ha diciassette anni e riesce a migliorare talmente tanto da raggiungere il successo come pittore. Non solo, la fama diventa internazionale quando il pittore scrive la sua biografia.

Nel film Christy Brown ha il volto di Daniel Day-Lewis. L’attore si è talmente calato nei panni del pittore da ricevere un premio Oscar per la sua interpretazione.

Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità

Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità è il penultimo film sui pittore che ti proponiamo. La pellicola esce al cinema nel 2018 per la regia di Julian Schnabel, regista e pittore il cui debutto è avvenuto con il primo titolo della nostra lista: Basquiat.

In questo nuovo film, Julian Schnabel racconta i tormenti di Van Gogh, il rapporto con il fratello Theo e quello con il pittore Gauguin. Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità si concentra soprattutto sul periodo più complesso della vita del pittore, quello compreso tra il 1888 e il 1890, anno in cui è avvenuta la sua morte in circostanze ancora poco chiare.  A vestire i panni di Van Gogh è uno straordinario Willem Defoe.

Film su artisti inglesi: Turner

Uscito nel 2014, Turner racconta 25 anni della vita del pittore Joseph Mallord William Turner, considerato oggi uno dei più grandi paesaggisti della corrente del romanticismo nonché precursore della corrente impressionista.

Noto anche come il pittore della luce, Turner non godé in vita di grande considerazione personale soprattutto tra le file delle famiglie nobili inglesi.

Nel film, il pittore ha il volto dell’attore Timothy Spall che si è calato nei panni di quest’uomo eccentrico, incapace di provare amore per le tante donne che ruotano nella sua vita, ma capace di farsi legare all’albero di una nave solo per poter dipingere in maniera realistica un mare in tempesta.

Allora cosa ne pensi dei film sui pittori che ti abbiamo suggerito: quale ti incuriosisce di più?

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Le 7 migliori serie TV storiche che dovresti vedere

Sei un appassionato di storia e ti piacerebbe vedere delle serie TV storiche? Ti proponiamo una selezione di sette serie considerate tra le migliori degli ultimi anni, sia dal pubblico che dalla critica. Abbiamo scelto serie che si sono distinte per l’attinenza ai fatti e per la capacità di raccontare in maniera avvincente personaggi ed eventi realmente accaduti. Sono fatte così bene che seguirle sarà un po’ come leggere un libro

Serie TV sulla storia: The Crown

The Crown è stata un grande successo Netflix. La serie della televisione britannica racconta la storia di Elisabetta II a partire dalla sua ascesa al trono, avvenuta dopo la morte del padre Giorgio V nel 1952.

La serie racconta la vita di corte, la politica britannica con i suoi protagonisti, da Winston Churchill a Anthony Eden, e le complesse vicende di politica internazionale del secolo scorso. Non solo, ti consente di conoscere alcuni aspetti della vita privata di Elisabetta, dal rapporto burrascoso con il marito Filippo a quello vivace con la sorella, la principessa Margaret, fino al rapporto ancora più complesso con il primogenito Carlo. 

In Italia sono state trasmesse tre stagioni fino al 2019. Nell’autunno del 2020 debutta la quarta stagione incentrata sulle vicissitudini amorose di Carlo, l’incontro con Lady Diana e la politica di Margaret Thatcher. Puoi anche vedere la serie in inglese, in modo da migliorare la tua conoscenza della lingua. 

Marco Polo

Serie TV sulla storia del grande esploratore veneziano, composta da due stagioni da 10 episodi ciascuna andate in onda nel 2015 e nel 2016. La serie è ambientata nel 1274 quando Marco salpa con il padre Niccolò verso la Cina e la corte dell’imperatore mongolo Kublai Khan. Una volta arrivati a destinazione, il padre cede Marco all’imperatore che gestisce la Via della Seta.

Khan accetta il baratto perché ha visto in Marco Polo quello che forse il padre non riesce a vedere, visto che conosce poco il figlio abbandonato quando era piccolo.

Marco così entra a far parte della corte, comincia a conoscere il popolo cinese e a comprendere gli intrighi di potere che vedono Khan contrapposto alla Dinastia Song. Se sei affascinato dalla figura del grande esploratore italiano, Marco Polo è una tra le serie TV storiche da non lasciarsi sfuggire.

Manhattan

Serie TV in due stagioni che ruota intorno al famoso progetto Manhattan, lanciato dagli Stati Uniti per la realizzazione della bomba atomica durante la Seconda Guerra Mondiale. La serie è composta da due stagioni, rispettivamente da 13 e 10 episodi trasmessi in Italia nel 2015 e nel 2016.

Manhattan è ambientata nel deserto del Nuovo Messico, dove fu allestita una struttura denominata Los Alamos National Laboratory. Si trattava di una sorta di laboratorio a cielo aperto, in cui lavoravano gli scienziati alle prese con le ricerche per la realizzazione della bomba atomica.

La serie si sofferma proprio sulle vite di questo gruppo di brillanti scienziati, impegnati a mettere a punto un ordigno che avrebbe potuto spazzare via l’umanità. Interessante soprattutto per il taglio psicologico e morale del racconto: i protagonisti, infatti, sono dilaniati dal loro senso del dovere nei confronti della patria e dalla consapevolezza del tipo di arma a cui stanno lavorando. La serie è coinvolgente, ma impegnativa. Da vedere se hai voglia di concentrarti e di riflettere sui temi proposti.

Serie TV storiche sull’impero romano: Roma

Serie TV sulla storia che ha fatto molto parlare di sé, sollevando più di qualche polverone. La serie è stata girata negli studi di Cinecittà ed è ambientata nella seconda metà del I secolo a.C. Sono gli anni di crisi della repubblica, quelli in cui la città è scossa dalla guerra civile.

Nelle due stagioni vengono narrati fatti relativi a personaggi realmente esistiti, come Giulio Cesare, Cassio, Bruto, Ottaviano Augusto, Marco Antonio, Cleopatra, Vercingetorige e così via. Se sei un appassionato di storia romana, seguirai sicuramente con piacere questa serie datata 2005.

Roma è andata in onda in due stagioni, costituite rispettivamente da 12 e da 15 episodi. In realtà, la serie fece scalpore soprattutto per le scene di violenza e di sesso piuttosto esplicite. Tant’è vero che in Italia ne esistono due versioni: una andata in onda sui canali Rai con le scene censurate o comunque private dell’aspetto più esplicito e una in DVD con la versione integrale. Al di là delle libertà che gli sceneggiatori si sono prese nel raccontare alcuni fatti, la serie è considerata la più accurata nella riproduzione della quotidianità dei cittadini dell’Impero Romano. Non solo, detiene anche un altro record: è stata una delle serie più costose di sempre.

Cambridge Spies

Miniserie britannica in 4 episodi che racconta la storia dei cinque di Cambridge. Se non hai molto tempo a disposizione, Cambridge Spies è sicuramente quella da vedere tra le storie TV storiche che ti proponiamo. La storia è avvincente e la durata è perfetta per vederla in poco tempo.

Cambridge Spies racconta la storia di cinque membri della borghesia britannica, tutti ex studenti di Cambridge, che furono assoldati dai servizi segreti sovietici. I cinque erano Anthony Blunt, Donald Maclean, Kim Philby, Guy Burgess e John Cairncross e per 15 anni fornirono importanti informazioni alla Russia, contribuendo ad alimentare la guerra fredda e bruciando diversi agenti segreti del Governo Britannico.

Erano, infatti, tutti personaggi importanti, attivi nelle alte sfere diplomatiche e politiche della Gran Bretagna. Anthony Blunt, per esempio, era il conservatore della pinacoteca reale inglese e aveva a che fare persino con la Regina Elisabetta II. Donald Maclean, invece, riuscì a diventare un membro dell’ambasciata britannica con accesso all’Atomic Energy Commission, a cui sottrasse i documenti che consentirono ai sovietici di sperimentare la bomba atomica nel 1949.

Versailles

Serie TV franco-canadese che racconta l’ascesa del Re Sole e la costruzione della straordinaria Reggia di Versailles. La serie è stata trasmessa in Italia dalla piattaforma Netflix nel 2018. Si tratta di tre stagioni, costituite da 10 episodi ciascuna.

La serie ha inizio nel 1667 quando Luigi XIV decide di abbandonare Parigi e attirare i nobili fuori città con la costruzione della reggia. Nei 30 episodi si narrano tutti gli intrighi di corte e le ambizioni del re, che deve affrontare nobili insoddisfatti, spie straniere e popolani pieni di malcontento per il faraonico progetto della reggia.

Gli attori protagonisti e i fatti raccontati con una certa libertà hanno permesso il successo di Versailles, che punta l’attenzione sull’aspetto più sentimentale delle vicende. Tra le serie TV storiche questa è consigliata a quanti preferiscono soffermarsi di più sul lato umano dei personaggi storici.

Se hai una passione per le serie tv sulla storia e hai visto Vikings, riconoscerai l’attore protagonista. Il volto del Re Sole, infatti, è quello di George Blagden, l’attore britannico che in Vikings indossava i panni di Athelstan.

I Medici

L’ultima delle serie TV storiche che ti proponiamo è ambientata in Italia. Si tratta de I Medici, serie in tre stagioni composte da 8 episodi ciascuna. L’ultima stagione è andata in onda in Italia nel 2019.

La serie inizia con la morte del patriarca Giovanni de’ Medici (Dustin Hoffman), avvelenato con dell’uva ricoperta di cicuta. Dopo la morte di Giovanni, il potere passa ai due figli Cosimo e Lorenzo.

La serie racconta uno dei periodi più importanti per l’arte e la cultura italiana: il Rinascimento. Vedrai Filippo Brunelleschi realizzare la cupola del Duomo di Firenze e Sandro Botticelli dipingere il quadro intitolato Venere e Marte. Non solo, seguirai tutti gli intrighi politici che hanno visto protagonista la famiglia Medici, come la Congiura dei Pazzi e il voltafaccia di Girolamo Savonarola.

Allora, quale tra le sette serie TV storiche che ti abbiamo proposto ha risvegliato la tua curiosità?

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