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Che cos’è l’ospedalizzazione pediatrica: definizione e caratteristiche

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L’ospedalizzazione pediatrica è il ricovero dei bambini fino all’età adolescenziale. Può essere dovuto a patologie passeggere come una polmonite infettiva, o a motivi ben più gravi. Si tratta di un momento che va affrontato con la massima attenzione non solo, ovviamente, sotto il punto di vista medico ma anche sotto quello psicologico.

Ospedalizzazione pediatrica: il modo migliore per affrontarla ad ogni età

Qualunque sia il motivo per cui è necessario ricoverare un bambino o un ragazzo, è bene prepararlo all’ospedalizzazione. Esistono tanti modi per farlo e ovviamente cambiano a seconda dell’età.

  • Da zero a 2 anni
    Nel caso del ricovero di un neonato o di un bambino molto piccolo, a doversi preparare all’ospedalizzazione pediatrica sono i genitori. Infatti, un papà ed una mamma tranquilli faranno sentire a proprio agio anche il piccolo, che potrà accettare con più serenità il periodo passato in ospedale.
  • 2-3 anni
    In questa fase il bambino ancora non riesce a tollerare le lunghe attese, quindi potrebbe vivere il ricovero con tensione. Dopo aver parlato con i medici, è bene spiegargli cosa lo aspetta. Il semplice fatto che sia ancora particolarmente piccolo non significa che non possa capire cosa si deve aspettare.
  • 3-6 anni
    È in questa fascia d’età che possono iniziare a manifestarsi problematiche di natura psicologica relative all’ospedalizzazione pediatrica. Un bambino malato può sentirsi sbagliato e pensare che il ricovero sia una punizione che deve subire, piuttosto qualcosa di utile a risolvere una situazione particolare. Basterà parlargli, dirgli che si tratta di una condizione che può capitare a tutti e che non c’è nulla che non vada in lui.

Quando il bambino inizia a capire la situazione

Quella compresa tra i 7 e gli 11 anni è l’età in cui è più facile spiegare il ricovero ed essere capiti. Il bambino infatti è perfettamente in grado di associare la malattia alla necessità di rimanere nella struttura ospedaliera e sottoporsi alle cure. Ciò non significa che il tutto vada trattato con superficialità o non affrontato insieme. Basterà parlargli e instaurare un rapporto di fiducia per vivere con il giusto spirito una situazione difficile.

Nella pre-adolescenza come nell’adolescenza il ragazzo o la ragazza ha ormai una maturità tale che fa sì che possa essere coinvolto da subito in materia del ricovero. Le sue opinioni sono importanti, ma avrà certamente bisogno di figure autorevoli per guardare in faccia la realtà con maggior sicurezza.

Le conseguenze psicologiche

Affrontare l’ospedalizzazione nel migliore dei modi è importante perché, come ti abbiamo accennato, può causare un trauma emotivo. Ecco perché lo psicologo ha un ruolo sempre più importante nell’ospedalizzazione pediatrica. Sia nel ristrutturare un modello di ricovero incentrato sulle particolari esigenze dei pazienti più giovani, che nel loro approccio alla sofferenza. La cura non può più prescindere dall’elaborazione dei sentimenti causati dalla malattia e dal ricovero. Quindi, nonostante la loro età, è importante che i bambini ed i ragazzi la conoscano come una parte inevitabile della vita ed allo stesso tempo imparino a parlarne.

Un’insieme di emozioni contrastanti

Ansia, paura, dolore, rabbia. Questi sono solo i più comuni stati d’animo tra i pazienti degli ospedali pediatrici. Può accadere però che vivano dei veri e propri stati di depressione. A causarli non sono solamente le difficoltà che incontrano ogni giorno, piccole o grandi che siano. Ma la percezione – a livello più o meno conscio – di come si sentono le persone che sono vicine a loro. L’angoscia, lo spavento e l’impotenza che vivono i loro familiari sono ben chiari ai loro occhi.

Un momento di grandi cambiamenti

L’ospedalizzazione è un momento di grandi cambiamenti, tutti connessi tra loro. I principali probabilmente sono di natura fisica: le variazioni di peso, l’affaticamento ed altre ben più gravi conseguenze possono rendere difficoltoso il rapporto con sé stessi e soprattutto quello con gli altri. I coetanei possono vedere il bambino malato come un diverso e dunque quelli che dovrebbero essere momenti di svago, possono diventare situazioni di disagio. In questo contesto, il dialogo con i familiari ed il grado di maturità del bambino o del ragazzo possono avere un ruolo fondamentale per far fronte all’insorgere di conseguenze più pesanti.

Approfondire la psicologia pediatrica

Se per lavoro affronti situazioni di questo tipo, oppure ti piacerebbe specializzarti su queste tematiche, conoscere le teorie pedagogiche contemporanee ed approfondire il tema della psicologia propria di questa fascia d’età potrebbe esserti utile. Con il Master di II livello in Psicologia Pediatrica potrai entrare in possesso di tutte le competenze necessarie per interventi di valutazione e supporto psicologico in situazioni di ospedalizzazione pediatrica.

Al termine del percorso di formazione potrai:

  • valutare, trattare e prevenire i disordini dello sviluppo, le alterazioni comportamentali e la co-morbilità psicopatologica legata alle condizioni di malattia in età pediatrica;
  • intervenire sia nella fase di acuzie che nella convalescenza, durante la riabilitazione, nel follow up, monitorando gli esiti della malattia-trattamento chirurgico;
  • formulare la valutazione diagnostica e il progetto riabilitativo, individuando i bisogni del bambino e della famiglia, sia in Ospedale che nella fase post-dimissione, riabilitativa e nel follow-up.

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